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In Italia I valori di mortalità più alti si registrano nell'Italia del Nord, quelli più bassi nell'Italia del Centro e del Sud, con una differenza che era molto elevata agli inizi degli anni '70, ma è andata riducendosi gradualmente, fino a minimizzarsi all'inizio degli anni '90. L'Istat nel 1994 ha effettuato una indagine particolareggiata sulle condizioni di salute della popolazione, valutando anche la diffusione delle malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, angina pectoris, ecc.). Le percentuali più elevate di persone con infarto del miocardio si hanno in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Umbria (tutte con 2,1%). La percentuale più bassa, invece, spetta alla Puglia (con 0,7%). Per quanto riguarda l'angina pectoris la percentuale più alta è stata registrata nelle Marche (1,8%), quella più bassa a Trento, in Campania e in Basilicata (0,6%). Per tutti gli altri disturbi del cuore, la percentuale più alta si trova in Umbria (5,0%) e quella più bassa in Puglia (2,5%). In media, nel 1994 "soffrivano di cuore"
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