In tutto il mondo le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e la quinta causa di malattia.
Quindi più pericolose del cancro, se si può fare una graduatoria di questo genere.
Contrariamente a quanto si possa pensare, le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la principale causa di morte nelle donne e ogni anno muoiono per problemi cardiaci più donne che uomini. In realtà, fino all'età della menopausa la donna risulta protetta dalle malattie cardiache; dopo i 50 anni si assiste invece a un progressivo aumento dell'incidenza di tali malattie nella popolazione femminile. Dai settanta anni in poi, però, la mortalità e la morbidità (cioè il numero di malattie non fatali) cardiovascolari nei due sessi tendono ad eguagliarsi.


In Italia
I valori di mortalità più alti si registrano nell'Italia del Nord, quelli più bassi nell'Italia del Centro e del Sud, con una differenza che era molto elevata agli inizi degli anni '70, ma è andata riducendosi gradualmente, fino a minimizzarsi all'inizio degli anni '90.
L'Istat nel 1994 ha effettuato una indagine particolareggiata sulle condizioni di salute della popolazione, valutando anche la diffusione delle malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, angina pectoris, ecc.). Le percentuali più elevate di persone con
infarto del miocardio si hanno in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Umbria (tutte con 2,1%). La percentuale più bassa, invece, spetta alla Puglia (con 0,7%).
Per quanto riguarda l'
angina pectoris la percentuale più alta è stata registrata nelle Marche (1,8%), quella più bassa a Trento, in Campania e in Basilicata (0,6%). Per tutti gli altri disturbi del cuore, la percentuale più alta si trova in Umbria (5,0%) e quella più bassa in Puglia (2,5%). In media, nel 1994 "soffrivano di cuore"

Persone con malattie cardiache, per tipo di patologia, sesso e regione – Anno 1994 (quozienti per 100 persone). Fonte: Istat


In Europa


Il cuore dell'Europa potrebbe battere molto meglio, soprattutto se si modificassero alcune abitudini alimentari e non (troppi cibi grassi, poco sport, poca frutta e verdura, poche fibre, troppo stress, ecc.). Questo è quanto hanno affermato numerosi esperti durante la conferenza Winning Hearth, organizzata il 14 febbraio scorso a Bruxelles dallo European Heart Network in associazione con la Società Europea di Cardiologia (ESC) e la Comunità Europea.
In particolare, secondo dati pubblicati di recente dalla British Heart Foundation, circa quattro milioni di persone muoiono ogni anno a causa delle malattie cardiovascolari, che quindi sono all'origine di circa la metà delle morti in Europa. In Germania, per esempio, ogni anno l'1% dei cittadini si presenta dal proprio medico accusando attacchi di angina pectoris; ciò che più spaventa, però, è che dopo un anno il 10% di queste persone muore o ha un infarto non fatale.


LE STATISTICHE SULL’INFARTO