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Scorrendo le pagine di riviste mediche o di altra natura ogni tanto mi soffermo particolarmente su degli articoli riguardanti la sanità e soprattutto sulle strutture ospedaliere presenti in alcuni Paesi, più avanzati. Senza far nomi, ho ad esempio, letto di un grande ospedale che entrandoci per qualsivoglia motivo al suo interno, non lo si può identificare come un luogo nel quale si soffre e magari anche si muore, ma come un grande magazzino di una qualsiasi metropoli. Ingressi grandiosi dove eleganza, gusto ed elementi decorativi si fondano insieme come se la persona che entra dovesse trovarsi in un enorme hotel a 5 stelle. In pratica osservando superficialmente questo edificio sembra che sia tutto meno che un ospedale. Si trovano negozio di ogni genere, per ogni cosa che si desideri e poi successivamente poco per volta appaiono le indicazioni dei vari settori ospedalieri, divisi da grandi scritte, facili da identificare per tutti e poi quello che colpisce molto ogni persona che entra in questa grandiosa struttura, a detta di tutti i visitatori, sono i colori delle pareti e degli infissi. Ogni colore identifica un certo tipo di specializzazione. Ad esempio le strutture per le malattie cardiovascolari sono di colore arancio, quelle polmonari di colore azzurro e cosi via. Questi colori sono evidenziati non solo sulle pareti dei locali, ma anche su molte delle apparecchiature che caratterizzano il reparto di specializzazione. Lasciando però da parte l’estetica, che ha ovviamente una grande importanza per coloro che devono entrarci per poter guarire, conta analogamente il rapporto del personale che è sempre a disposizione per chiarire e per dare spiegazioni a coloro che ne hanno bisogno. In pratica i pazienti che entrano in questo ospedale non solo si sentono parte integrale del sistema, ma ne assumono la personalità e l’identificano come fosse un luogo di riposo, quasi di svago. Questa è la principale caratteristica di un centro ospedaliero che all’apparenza non sembra un ospedale dove si può anche soffrire e purtroppo morire, ma un luogo dove si viene per diporto, per fare acquisti, per incontrare persone, per dialogare e fare amicizia. Come ci sono riusciti i progettisti di questa struttura in una parte del nostro mondo, ritengo che la stessa cosa si possa anche realizzare in un ospedale italiano. Ma è un tipo di realizzazione credo, che può trovare un valido accoglimento solo cambiando alcune regole sulla sanità. Prendo spunto da quello che capita nel più grande Paese del mondo: L’ america. In questa nazione gli ospedali sono solo a pagamento e vengono curate le persone che dispongono di una assicurazione che li tuteli. Un sistema certamente poco democratico ed umano e che pesa molto sulla parità dei diritti e doveri delle persone. Ma purtroppo l’economia in questo caso ha sempre il sopravvento sulle azioni umanitarie. Le imprese hanno come obiettivo dei profitti ed anche gli ospedali vengono costruiti per ottenere degli utili ed è quindi improponibile che magari possano venire curati gratuitamente come da noi gli extracomunitari che non hanno un lavoro, che non hanno una assicurazione e che non hanno mai pagato in Italia le tasse. Purtroppo è molto difficile fare delle distinzioni tra persone quando la salute è in pericolo, ma dato che il mondo si sviluppa e si evolve solo attraverso l’economia ed i bilanci, è facile immaginare che se non si mettono alcuni “paletti” nel modo di gestire gli ospedali, non si potranno mai raggiungere quegli obiettivi che hanno caratterizzato la formazione di centri come quello che ho sopra descritto. Magari occorrerebbe fare un referendum per decidere in base a quello che la maggior parte della popolazione italiana vorrebbe, in relazione ovviamente a questo problema della sanità rivolta verso tutti, senza distinzione di razza, di colore e di possibilità economiche.
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