CONTINUARE A SEGUIRE I PAZIENTI DOPO UN RICOVERO







Un obiettivo importante che si pone la nostra associazione di volontariato, oltre a quello della prevenzione cardiovascolare è la possibilità d’offrire ai nostri associati un servizio di controllo a scadenze definite.

Viviamo in un mondo che lascia poco spazio alla fantasia. Sono sempre troppe le situazioni attorno a noi che generano delle emozioni, delle ansie, spesso non felici e che soprattutto generano molto stress.
Questa reazione che abbiamo, deriva sempre da come ognuno di noi percepisce una nuova situazione che trova sulla propria strada.

Generalmente, come stress, oggi s’intende il nostro comportamento durante la guida, ma è importante dire che lo stress non è veramente il traffico che ci avvolge quando usciamo in strada, ma la nostra reazione al traffico.
Quando ero giovane e per le strade giravano poche auto, era un piacere guidare. Lo trovavo un modo facile per spostarsi, per raggiungere anche mete lontane. Tutto sembrava semplice e facile, senza anche costi eccessivi( quando ho preso la patente a 18 anni la benzina se non ricordo male costava attorno alle 100 lire al litro). Si parcheggiava dovunque, non esistevano le strisce blue a pagamento, non occorreva mettersi le cinture di sicurezza ed i limiti di velocità erano considerati solo degli optional.

Oggi invece, ogni volta che salgo su un’ auto, mi pare che si debba sfidare il mondo intero. Qualsiasi mio comportamento, anche il più banale, come uscire da un parcheggio, viene considerato dagli altri un sopruso, un ostacolo, quasi che invece di una persona fossi una pietra da buttare via con un calcio.
Il galateo sulla strada non esiste più ed a mala pena le norme del codice stradale vengono applicate. In tutti questi casi vale sempre la legge del più forte e del mezzo più grande e potente.
Non vi siete mai domandati per quale motivo esistono oggi sulle strade questi mostruosi mezzi chiamati Suv? Pensateci e senza alcuna riserva avrete la risposta, cioè “Supremazia, potere”.
Purtroppo tutto quello che accade attorno a noi, tutte queste situazioni difficili, tutti questi stimoli troppo intensi e prolungati nel tempo generano ansia e paure che oggi chiamiamo “stress”.
La conseguenza di tutto questo genera nell’organismo umano alti tassi di colesterolo che vanno a depositarsi sulle pareti dei nostri vasi sanguigni.
A lungo andare questi vasi si restringono provocando l’aumento della pressione arteriosa e di conseguenza ecco che arrivano le aritmie. Il nostro cuore inizia ad affaticarsi maggiormente.
Ma questa situazione d’instabilità, di mancanza di calma e serenità oltre che far male al nostro muscolo cardiaco, si ripercuote anche su altri organi importanti del nostro corpo che sono l’intestino e lo stomaco.
E se a tutto questo provochiamo altri inconvenienti al nostro corpo, come mangiare troppi grassi, fumare, bere alcolici e magari utilizzare anche qualche droga, ecco che il quadro clinico che possiamo dedurre inizia la sua parabola discendente, con le conseguenze che tutti noi conosciamo.
Tornando all’argomento di questo capitolo, diventa importante che il paziente che ha avuto un attacco cardiaco di varia natura, oppure ha dovuto subire un intervento operatorio sul suo cuore, deve cercare di fare in modo di non più ricadere negli errori che ho sopra indicato, ma soprattutto deve seguire, oltre le cure e le medicine che gli sono state prescritte, una vita diversa.
Oltre ad una vita molto più calma e rilassante di quella che aveva in precedenza rimane indispensabile analogamente un controllo periodico del suo stato di salute.
Generalmente noi siamo dei pigri e non ci fa piacere ricordare i momenti dolorosi della nostra vita, quando eravamo in un letto d’ospedale e quindi il solo pensare di entrare in una struttura ospedaliera ci produce ansia e vorremmo nel nostro intimo evitare di soggiornarci ancora.
Questo nostro atteggiamento è sbagliato ed occorre fare in modo che l’ospedale diventi invece un luogo dove si viene volentieri, dove si ritrovano persone con le quali fa piacere conversare, discutere e parlare della propria salute.