COSA RISERVA IL FUTURO AD UN CARDIOPATICO?


Quando una persona si accorge di avere avuto un problema cardiocircolatorio, tende a chiedersi: g POTROf GUARIRE?, POTROf ANCORA ESSERE ATTIVO?, POTROf RIPRENDERE IL MIO ABITUALE LAVORO?
Tante domande, che molte volte non trovano risposte certe ed allora si crea in questa persona uno stato di stress, di ansia, nel sentirsi vulnerabile e nel vedersi momentaneamente debilitato.

Sono sensazioni spiacevoli che possono portare lfindividuo alla depressione e la cosa non solo č sconsigliabile, ma puoň certamente pregiudicare la guarigione.


IL MALATO CARDIOPATICO SE VUOLE RITORNARE AD ESSERE QUELLO DI PRIMA DELLA MALATTIA DEVE RENDERSI CONTO CHE L’INIZIO DELLA GUARIGIONE INCOMINCIA PROPRIO DA LUI STESSO.

Non vi eč nessun altro, medici compresi, che possono aiutare questa persona.

Egli deve rendersi conto che solo lui deve riacquistare lfentusiasmo alla vita, che solo lui deve ritornare ad essere se stesso.
Un processo non semplice, ma che deve essere affrontato dal paziente giuŕ nella fase di guarigione, quando ancora si trova in ospedale e si sta riprendendo a poco a poco la voglia di grivivereh.
Deve essere consapevole che questa malattia si puoň combattere e lottando potraŕ ritornare a fare le stesse cose di quando stava bene.
Forse in modo meno stressante, prendendo la vita con maggiore entusiasmo, pensando soprattutto a quello che ancora si vuole fare, ai progetti che ha per il momento accantonato.
Egli deve mettersi in testa che eč normale sentirsi debilitato dopo una malattia cardiovascolare, ma che deve parlarne apertamente dei suoi sentimenti, soprattutto con le persone piuů vicine, come i familiari.